venerdì 29 aprile 2016

Lama dell'Oscurità - Parte 2

[...]

Passò le dita sull’elsa della spada, quasi volesse accarezzare i suoi stessi ricordi attraverso quel gesto.

Da alcuni giorni stava attraversando la foresta, e spesso aveva percepito la presenza d’altri… per questo procedeva con cautela e lentezza.
La notte non accendeva il fuoco e dormiva con la schiena poggiata ad un albero e la spada tra le mani.
Il suo sonno leggero l’aveva abbandonata quella notte. Aveva sentito uno scricchiolio ed i suoni della notte avevano taciuto.
Hyandome era rimasta immobile, solo le sue dita si erano serrate attorno all’elsa della spada mentre gli occhi scrutavano nel sottobosco cercando di distinguere tra i raggi della luna coloro che le si stavano avvicinando.
Il suo cavallo, Elmor (Stella Nera), ed il suo equipaggiamento erano capaci di risvegliare l’attenzione di molti, lo sapeva… e soprattutto sapeva che una donna era spesso sottovalutata anche se con una spada tra le mani.
Socchiuse gli occhi attendendo che il primo le si avvicinasse abbastanza, abbastanza da essere a portata della sua lama.
Scattò in avanti estraendo la spada e con un unico gesto gli tagliò la gola.
Aveva potuto contare sulla sorpresa in questo, ne era consapevole, con gli altri non sarebbe stato così semplice.
E non lo fu.
L’attaccarono in due costringendola ad usare il fodero della spada come fosse uno scudo per parare gli attacchi di entrambi.
Era in difficoltà, ne era pienamente consapevole, ma riuscì a colpire al fianco uno dei due uomini. Iniziava a credere di potercela fare quando udì il sibilo di un dardo.
Non fece in tempo a comprendere appieno, che un dolore acuto le salì dalla gamba fino ad offuscarle la vista per un istante mentre la gamba sinistra cedette e l’uomo rimasto illeso la colpì al volto con una gomitata mentre con l’altra mano spinse in profondità il dardo.
Un rivolo di sangue le scese dalle labbra mentre cercava di rimettersi in piedi ed un calcio la buttò a terra restando poi a premerle sulla gola.
Un altro uomo uscì dall’ombra e le tolse di mano la spada.
-      Siamo poco educate mia signora
Hyandome non rispose
-      Vi tornerà la lingua, ve lo assicuro
Rise divertito puntandole contro la spada.
-      Volevamo semplicemente derubarvi, ma a quanto pare vi piace la violenza… e sapremo accontentarvi
Tutti e tre scoppiarono a ridere.
Hyandome fece per rialzarsi ma l’uomo la ributtò a terra.
Poi tutti si zittirono. Qualcuno stava avvicinandosi.
Ad un gesto dell’uomo che aveva parlato, quello che non la teneva a terra andò a controllare.
Erano incredibilmente silenziosi.
Poi un tonfo sordo ed un sibilo seguiti da un grugnito strozzato ed un uomo emerse dall’ombra.
Era certamente un guerriero. I capelli neri e gli occhi chiari. La guardò per alcuni istanti poi si rivolse a quello che era il capo.
-      Lascia andare la donna
-      Si certo…  e ci risparmierai la vita…

Il ladro scoppiò a ridere e l’uomo lo caricò.

[...continua]

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