venerdì 29 aprile 2016

Lama dell'Oscurità - Parte 3

[...]

Non poté fare a meno di guardarli, entrambi erano incredibilmente abili e la loro sembrava proprio una danza di morte.
Ma sentì la spinta a terra farsi meno oppressiva. L’uomo che la costringeva a terra stava prendendo la mira con la balestra e lei non poteva farsi sfuggire una simile occasione.
Raccolse tutte le sue forze e gli colpì il ginocchio. Nello stesso istante con incredibile determinazione si sollevò da terra e gli strappò di mano la balestra.
Quello estrasse un pugnale ma lei evitò il colpo abbassandosi ed approfittandone per estrarre il suo che teneva nello stivale.
Rialzandosi fece per colpirlo ma questi scartò di lato e la colpì con un calcio alla gamba ferita facendole quasi perdere l’equilibrio e ne approfittò per colpirla riuscendo però a prenderla solo di striscio.
Lei lo spinse con una spallata e, mentre con una mano gli afferrò il polso del braccio armato, con l’altra gli conficcò il pugnale nello stomaco aprendovi uno squarcio che nessun guaritore sarebbe stato in grado di curare se non che con la magia.
Guardò verso gli altri due e vide il ladro accasciarsi a terra trafitto dalla spada dello sconosciuto che poi la guardò.
Hyandome sollevò il mento puntandogli contro l’arma.
-      Non ho alcuna intenzione verso di voi signora
Lei rimase immobile a guardarlo.
-      Ve lo assicuro. Il mio nome è Keyron uth Athdon
Lo guardò ancora alcuni istanti poi ripose il pugnale e, silenziosa, si avvicinò al cadavere del capo e si riprese la spada.
Zoppicava ma non aveva alcuna intenzione di far vedere quanto forte fosse il dolore che stava sopportando. Doveva allontanarsi in fretta per estrarre il dardo prima che fosse troppo tardi. Sentiva ancora un piccolo rivolo caldo colarle lungo la gamba.
E poi, quell’uomo era certamente un solamnico, il nome era chiaro.
-      Vi ringrazio per il vostro aiuto Keyron uth Athdon
Detto questo si voltò andando verso il cavallo montandovi.
Le labbra si contrassero in una smorfia di dolore.
Keyron la guardò.
-      Credo sia meglio vi curiate prima di riprendere il vostro viaggio, quella ferita non è un graffio
-      Anche voi siete ferito, pensate alle vostre ferite per prime.
Parlò indicando con un cenno del capo il braccio ferito dell’uomo.

Passò una mano tra i capelli.

Alla fine non era riuscita a proseguire a cavallo per più di qualche chilometro, il dolore era stato troppo forte e Keyron l’aveva seguita.
L’aiutò a smontare da cavallo e la fece poggiare ad un albero.
-      Combattete veramente bene signora, siete… impressionante
Lei lo guardò
-      Intendo che mettereste soggezione a chiunque, non emettete alcun suono quando combattete… in molti gridano o respirano sonoramente, voi invece siete silente. Sembrate proprio intenta in una danza di morte.
Quella frase la colpì. La colpì per la somiglianza ai pensieri che lei stessa aveva avuto su di lui non molto prima.
Lo guardò.
-      Hyandome Kyermengar
Lui la guardò.
-      Sarebbe un piacere in circostanze diverse
Le venne da ridere a quelle parole. Poi lui riprese
-      Cos’avete intenzione di fare?
-      Estrarlo
Disse strappando i pantaloni all’altezza della ferita.
Lui la guardò mentre continuava
-      E’ quasi uscito dall’altra parte… va spinto per farlo uscire. E poi va cauterizzato per fermare il sangue. A meno che voi non abbiate una di quelle famose pozioni curative o che non siate un chierico molto benvoluto dagli dei.
Era quasi ironica.
-      Perdonatemi se mi intrometto… ma non credo possiate fare una sola di queste cose da sola
-      Se non vi fosse nessuno, “dovrei” farle da sola in ogni caso.
-      Lo farò io.

Lei lo guardò in silenzio acconsentendo con un cenno.

[...continua]

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