venerdì 27 maggio 2016

Awakening - Parte 5

[...Prologo]

Inizio


Quarta Era, anno 1631

Riaprire gli occhi fu come riemergere dalle sabbie mobili. Bruciavano come l’inferno.
La bocca era impastata e secca come se avesse bevuto della sabbia che gli aveva anche scartavetrato i polmoni già che c’era.
Si trovava in una stanza inquietantemente bianca e asettica, come quelle degli incubi peggiori. Non sapeva dove fosse né quando fosse.
Si guardò il petto, completamente avvolto da una stretta fasciatura macchiata di sangue. Anche le braccia erano fasciate fino alle mani. Le gambe non erano messe molto meglio.
Sollevò la mano destra per tastarsi il volto. Un dolore lancinante. Aveva dei punti sulla tempia destra vicino all'attaccatura dei capelli.
Dovevano averlo drogato con qualche intruglio da medico, perché i suoi ricordi erano nebulosi, i pensieri sfuggenti.
Invocò gli Dei  pronunciando appena le parole di guarigione su sé stesso. Una pallida luce bianca lo avvolse mentre il tepore che lo inondava gli ridiede lentamente la lucidità.
Fu come un pugno nello stomaco.
Domiral…
E ricordò ogni cosa.

Aveva combattuto con tutta la forza che possedeva, ma non era stato abbastanza. Il suo potere veniva dagli Dei e gli Dei nessuno sapeva dove fossero finiti, di certo non erano morti altrimenti non avrebbe avuto neanche quella poca forza che ancora aveva.
Li maledì con tutto ciò che gli restava. Una lacrima solitaria gli scese dalle palpebre mentre stringeva forte il pugno.
Ricordò la pietra fredda sotto il corpo e l’umido del suo stesso sangue che gli si incollava addosso come tentacoli vischiosi. Gli arti pesanti, non riusciva più a muovere un solo muscolo, ma non aveva nessuna intenzione di morire in quel vicolo.
Ricordava la consapevolezza che a pochi metri da lui c’era Allyson. Ne percepiva la debole forza vitale che le scivolava tra le dita con il sangue che non riusciva a contenere. Ricordò di essere riuscito a sollevare le palpebre e l’aveva vista poggiata al muro di mattoni con una spada corta infilata nell'addome che la inchiodava come una macabra offerta.
Ricordò il silenzio ovattato che li circondava e poi un muro di suono infrangersi su di lui come un’onda.
Ricordò il Corpo di Guardia che accorreva assieme ai medici della Casa di Cura, il disperato tentativo di salvarli nonostante la convinzione che sarebbero morti in ogni caso.
Ricordò di aver pregato gli Dei affinché li facessero sopravvivere ancora un giorno, solo uno, giusto il tempo per recuperare le forze per salvare entrambi.

«Allyson»
Non fu che un debole gracidio, ma i ricordi bastarono per farlo riprendere abbastanza da alzarsi da quel letto e andare a cercarla.
Le ferite si erano ormai rimarginate, ma era ancora debole… probabilmente erano la sua anima o il suo cuore che stavano ancora soffrendo, non più il suo corpo, non quanto prima almeno.
Si strappò di dosso le bende. Non c’erano quasi più cicatrici, ma serviva di più per guarire veramente.
Trovò i suoi abiti, le armi e i documenti nell'armadietto accanto al letto.
Quando uscì dalla stanza si creò il panico.
Non riusciva ancora a reggersi in piedi da solo e usò il muro per sostenersi mentre si incamminava verso il banco delle informazioni in fondo al corridoio.
Un’infermiera strillò, un’altra certamente meglio addestrata accorse al suo fianco per sorreggerlo.
«Voi dovreste essere…»
«Morto?» le sorrise divertito lui, ma i suoi occhi tradirono ben altri sentimenti.
«Non intendevo questo…» Cercò si rimediare lei «Dove credete di andare?»
«Allyson» Dannazione era già talmente stanco da aver bisogno di ridurre al minimo anche le parole.
«Allora dovete venire di qua»
Senza scomporsi la donna lo guidò fino alla porta di una stanza poco più avanti sulla destra.
«Lasciateci soli»
Lei lo guardò alcuni istanti, poi evidentemente dovette arrivare all'idea che comunque non sarebbero potuti di certo andare tanto lontani e si allontanò tornando dalla collega per tranquillizzarla.

Krinner rimase immobile con la mano sulla maniglia della porta. Pregò con tutto sé stesso di poterla ancora salvare. Aveva conservato per lei gli incantesimi più potenti che aveva.
Entrò e gli si gelò il sangue.

[...continua...]


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