lunedì 20 giugno 2016

Awakening - Parte 8

[...]

«Non ce ne sono Ally»
«Questo è quello che dice il Corpo di Guarda»
La guardò alcuni istanti attendendo che continuasse, perché era ovvio che aveva altro da aggiungere.
«Mentre stavamo combattendo ho visto un uomo nascondersi dietro delle casse e poi sgattaiolare dietro l’angolo»
«Ne sei sicura? …ma anche se fosse, dubito che l’Ikeras avrebbe lasciato in vita un testimone»
«Innanzitutto è ovvio che ne sono sicura, altrimenti non te l’avrei detto. E poi, ti sbagli. Quel tizio era talmente arrogante e sicuro di sé che se ne sarebbe sbattuto anche se ce ne fossero stati venti di testimoni»
Non poteva darle torto.
«D’accordo allora. Diciamo che c’è un testimone e che tu l’hai visto bene in faccia. Come pensi di ritrovarlo in una città come Ethernia?»
«Non diciamo, c’è il testimone e l’ho visto piuttosto bene. Io noto sempre tutto»
«Quindi?»
Avevano uno scopo, qualcosa da fare e in cui riuscire e la concentrazione che serviva lo stavano distraendo dai pensieri inutili che in quel momento non avrebbero fatto altro che intralciarlo. Doveva restare focalizzato sulla missione. Doveva convincersi che il tempo per lasciarsi andare sarebbe arrivato una volta riportata a casa Dom.
Non faceva che ripetersi le stesse cose.
Tornò a focalizzarsi su Ally.
«…ndi torniamo là»
Lui annuì in silenzio prima che riprendesse, consapevole che non sarebbe stato facile.
«Torniamo là e lo cerchiamo. Secondo me era un mendicante e di solito quelli di città non si spostano mai troppo dalla loro zona»
Krinner terminò la frase per lei.
«E una volta trovato gli chiediamo gentilmente che ci racconti tutto ciò che ha visto o sentito»
Ma la sua voce era tagliente come la lama di un pugnale.

Non fu facile. Affatto.
La strada era stata lavata, ma l’acqua non aveva portato via tutto il sangue né cancellato le bruciature dove c’era stata la sfera di fuoco.
Krinner sapeva di stare cambiando. In cosa… non ne era certo. Ma temeva non gli sarebbe piaciuto.
Si guardava in giro ricostruendo nella mente l’intero combattimento. Forse per una sorta di masochismo appena scoperto, non di certo per riscoprire nuovi elementi. Se ci fossero stati li avrebbe notati fin da subito o non li avrebbe notati e basta.
Con questa consapevolezza puntò lo sguardo su Allyson.
Era concentrata, l’espressione leggermente corrucciata di quando rifletteva.
Sistemò alcune ciocche ribelli dietro le orecchie mentre si accucciava dietro delle casse abbandonate. Si avvicinò a lei per seguire il suo sguardo.
«Mi stai facendo ombra»
«Ah scusa»
Fece qualche passo indietro.
La vide annuire tra sé ed evidentemente seguire delle tracce che lui non vedeva. La seguì a distanza controllando i dintorni.
Proseguirono uscendo dal vicolo, poi svoltarono a sinistra e continuarono ancora per un paio di metri fino ad una piazzetta su cui davano alcune panetterie. Al centro una grottesca fontana a forma di pesce con le pinne meccaniche e un paio di mendicanti.
Le si affiancò.
Con un cenno del capo lei gli indicò quello più a sud.
«Sicura?»
«Mi ci giocherei le palle»
«Non hai le palle Ally…»
«Beh hai capito benissimo cosa volevo dire»
Ripose stizzita.
Lui si mise a ridere incamminandosi verso l’uomo.
C’era molta gente, come sempre per le strade di città. Ma Krinner sapeva benissimo cosa fare.
Ally era già svanita dalla vista. Lo aspettava dietro l’angolo.
Non andò dritto verso di lui, ma seguì il flusso della folla. Quando gli fu di fronte, fece per dargli qualche moneta. Si chinò su di lui, ma anziché lasciar cadere il denaro, richiuse il pugno sul suo collo sollevandolo senza mai rallentare il passo. Lo spintonò contro il muro fino a fargli girare l’angolo dove lo lasciò andare.
Quello fece per fuggire ma Ally gli fece lo sgambetto e rovinò a terra.
«Vi prego… cosa volete da me… sono solo un mendicante. Non ho nulla di valore»
«Tu hai qualcosa di grande valore invece»
Lo vide cercare di sollevarsi lentamente mentre lo sguardo schizzava da tutte le parti cercando disperatamente una via di fuga che non avrebbe trovato.
«Vogliamo solo fare quattro chiacchere… uhm, come hai detto che ti chiami?»
«Non l’ho detto»
«Non è così che si iniziano le conversazioni»
Il suo sguardo tagliente lo fece tremare.
«Adesso alzati e dimmi come ti chiami»
Si rimise in piedi tremando.
«Lucas»

«Bene Lucas. Io sono Dart e voglio farti una sola domanda»


[...continua...]

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