domenica 24 luglio 2016

Awakening - Parte 12

[...]

Viaggiammo fino ad Argash, i fuggitivi si rifugiano sempre tutti lì. Credono che le Lame Cremisi li proteggano tutti, ma non è così: loro scelgono chi proteggere e chi no.
E di certo non protessero la preda del secondo in comando dei Cavalieri delle Fiamme.
Fu lì, una notte che accadde.
Avevamo bevuto abbastanza, o forse solo io. Avevo finito di giocare ai dadi per quella sera. Li avevo spennati tutti nella locanda.
Mi alzai e feci un cenno a Dhamnos che era rimasto in disparte a bere come al solito. In realtà controllava ogni cosa, credo che nessuno abbia mai osato accusarmi di barare solo per il terrore che incuteva il suo sguardo da dietro le mie spalle. Perché di solito la gente mi accusa sempre… e non sempre a torto.
In ogni caso mi incamminai verso le camere da letto.
«Vado a letto» gli dissi a voce alta. Lui in silenzio si alzò e mi seguì fissandomi con aria a metà tra il divertito e il seducente, come sempre.
«Vengo con te» ci scherzò sopra.
Dalla sala qualche ubriaco ci aveva sentiti e urlò qualcosa come “Dateci dentro”. Mi misi a ridere e mi voltai verso Dhamnos senza smettere di camminare.
«Hey, resterà deluso»
«Perché dovrebbe»
Il suo sguardo ferino era carico di promesse mentre lo diceva e prima ancora che mi rendessi conto di quello che stava per fare mi sollevò da terra sbattendomi contro il muro. Le labbra sulle mie…
Era caldo, dannatamente caldo e forte. Mi aveva sollevata come fossi fatta di carta. Nell’istante in cui percepii la sua eccitazione fui perduta. Agganciai le gambe attorno ai suoi fianchi e mi portò di sopra.
Fu indimenticabile. Talmente tanto indimenticabile che continuammo ogni notte.
Ovviamente la caccia era la nostra priorità, quella veniva prima di ogni altra. Eravamo molto professionali su questo.
E poi il nostro non era certo amore. In un rapporto del genere c’è spazio solo per il puro divertimento.
Ricordo che una notte, mi annusò il collo lentamente e mi chiese se stessi bene. Io mi sentivo benissimo, ma quando glielo dissi lui rimase pensieroso per qualche istante.
In realtà me lo chiese più volte, ma io stavo bene.
Compresi più tardi che il loro olfatto è fortemente sviluppato, non bastava la vista notturna… un po’ invidio quella razza. Ma almeno la vista notturna ce l’ho anch’io altrimenti mi sarei sentita veramente inferiore.
Comunque alla fine tornammo dal Generale con Dhamnos incolume e la testa di Sharkan. Ci vollero solamente sei mesi e mezzo.
Ricevetti il mio pagamento e li salutai come si conviene.
Rimasi ancora qualche giorno alla capitale, e la notte prima di partire Dhamnos venne a salutarmi più “privatamente”.
Ormai avevo capito di essere incinta… ma non avevo nessuna intenzione di farglielo sapere. Innanzitutto non avevo idea di che fine avrei potuto fare, ero certa che la loro razza non comprendesse dei mezzosangue. E poi preferivo non affrontare una gravidanza in un paese fondamentalmente ostile. Sarei stata vulnerabile e questo non mi piaceva.
Anche quella notte mi chiese se stessi bene e mi tastò ovunque. Ero certa non potesse capire che fossi incinta, ma vista l’insistenza della domanda, temevo che il suo olfatto gli facesse intuire un po’ troppo.
In ogni caso se ne andò. E il giorno dopo partii.
Mi ero aggregata a dei mercanti che stavano ritornando a Limeraw quando, sul Sentiero di Pietra, trovammo un posto di blocco.
Erano lì per me, mi arrestarono. Non avevo idea del perché, ma una cosa la sapevo: non dovevo perdere la testa.

[...continua...]


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