domenica 7 agosto 2016

Awakening - Parte 14

[...]

Krinner rimase in silenzio sfogliando il fascicolo.
Allegati c’erano alcuni vecchi ritagli di giornale su Dom e uno schizzo del Marchio.
«Per gli Dei…»
Allyson gli prese di mano il fascicolo e ricominciò a sfogliarlo.
Krinner si sollevò e andò alla finestra. Non si vedeva altro che il muro dell’edificio a fianco, a due metri di distanza. Era già un miracolo che vi arrivasse la luce dei lampioni della via principale. Ma non era il paesaggio che voleva ammirare, era solo un modo per distogliere lo sguardo, per riflettere.
Si era steso di fronte a loro il peggiore degli scenari possibili… talmente “peggiore” da non averlo neanche immaginato.
L'unica possibilità che avevano era ritrovare gli Dei e riavere i poteri che l’avevano portato fin lì, poteri che ormai gli appartenevano. Il ché era tutto dire.
«Dove diavolo sono finiti… dannazione! DOVE SIETE FINITI DANNATI DEI DI QUESTO SCHIFO DI MONDO?!»
Gridò dando un pugno sul muro talmente forte da far sanguinare le nocche.
«Krinner! Non si maledicono gli Dei! E se ti stessero ascoltando? Se si offendono?»
«E chi cazzo se ne frega! Che si offendano pure. Se stanno ascoltando potrebbero almeno rispondere!»
«Krinner…»
«No, non me ne starò zitto… non sono morti altrimenti non avrei più nessun potere, e sappiamo benissimo che qualcosa mi è rimasto. Quindi stanno dormendo da qualche parte… perché la guerra non l’hanno persa altrimenti il mondo non sarebbe più qui. E se stanno dormendo posso sfogarmi quanto mi pare! E se mi stessero ascoltando allora tanto meglio, così magari se si offendono potrebbero venire qui a punirmi! DOVE CAZZO SIETE?!»
Allyson rimase in silenzio. Non poteva negare che Krinner avesse ragione, anzi, il suo ragionamento filava benissimo. Ma non era tanto certa che offenderli avrebbe aiutato. Non è che se uno dorme e si sveglia sentendo qualcuno che lo insulta poi è abbastanza di buon umore da fargli anche dei doni…
«Ma certo!»
Krinner si voltò a guardarla.
«Certo cosa?»
«Dobbiamo trovarli!»
«E dove andiamo a cercarli? Potrebbero essere ovunque… Potrebbero volerci secoli, sempre che siano su questo piano»
«Ma no, ascolta. Quando siamo arrivati qui abbiamo cercato dappertutto leggende sugli Dei per capire che fine avessero fatto, per poter tornare a casa»
«Sì, e non abbiamo trovato altro che leggende»
«Esatto! Ma sappiamo che il novanta percento delle leggende qui non è altro che un ricordo di una realtà ormai dimenticata da secoli. La magia è una leggenda, gli Dei sono leggende… ma la magia qui c’era, e gli Dei anche! Ma non abbiamo mai verificato fino in fondo quello che avevamo scoperto»
«Ti riferisci alla Foresta delle Stelle?»
«Esatto!»
Ally lo guardava raggiante, per lei avevano trovato la soluzione, la risposta alle loro richieste.
Krinner si passò una mano tra i capelli riflettendo alcuni istanti.
Anni prima, quando erano finalmente ritornati su Uras si erano resi conto che l’Ultima Guerra doveva aver spossato talmente tanto gli Dei tutti che erano spariti dalla vita dei mortali al punto che questi ultimi si erano rapidamente dimenticati della loro reale esistenza.
Avevano indagato a fondo, perché senza i pieni poteri di Krinner non sarebbero potuti tornare sul loro mondo e avevano trovato solo leggende.
La più famosa diceva che gli Dei, stanchi del mondo e dei mortali, si erano ritirati nel folto della Foresta delle Stelle dov’erano sprofondati in un sonno eterno.
Sia Krinner che Allyson però sapevano anche che quella foresta era la dimora dei Lumenor, antica razza da sempre contrapposta agli Ikeras che aveva praticamente fatto sì che il mondo si dimenticasse della loro esistenza.
«…non ci sarebbe luogo migliore per dormire se non uno sorvegliato dai Lumenor…»
«Esatto! E poi su quella foresta ci sono una marea di racconti terrificanti, la gente la teme quasi quanto Laimach»
Krinner non potè che annuire. Ally aveva ragione.

Due giorni dopo erano in viaggio.


[...continua...]



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