sabato 13 agosto 2016

Awakening - Parte 15

[...]


Gli sembrava  di essere tornato ai vecchi tempi in cui non erano altro che avventurieri in cerca di fama, gloria e ricchezze. Gli venne da sorridere. Indossavano comodi vestiti da viaggio, zaino leggero con lo stretto indispensabile e tante di quelle armi addosso da far impallidire un’armeria.
Krinner indossava una leggera armatura di cuoio. Portava la spada sulla schiena, semicoperta dallo zaino. Alla coscia sinistra era ancorata la balestra automatica, i dardi gli ricoprivano i bracciali su entrambi gli avambracci. Ai fianchi portava due pistole a canne mozze, i proiettili in un cilindro ancorato alla cintura dietro la schiena. Negli stivali un pugnale e un’ascia da lancio.
Allyson indossava abiti neri attillati al limite della decenza. Al fianco sinistro portava lo stocco, alla coscia destra erano invece ancorati tutti i suoi attrezzi da scasso. I pugnali erano ben nascosti in punti che lui non aveva alcuna intenzione di scoprire. Sorrideva guardando il paesaggio mentre sistemava il piccolissimo zaino sulla schiena.
Effettivamente doveva ammettere che il paesaggio era splendido dallo zeppelin.
Ormai stavano sorvolando i Monti Silhaen. Il cielo era ancora rischiarato dal sole, ma in lontananza si vedevano le stelle laggiù dov’era il bordo. Dove il mondo finiva. Letteralmente.
Si teneva saldamente alla balaustra. In qualche strano modo, riteneva mille volte più sicuro un incantesimo di volo piuttosto che quelle macchine volanti create dagli uomini.
Ally lo guardò alcuni istanti cercando di rimanere seria.
«Dai Krinner, atterreremo sani e salvi»
L’unica risposta che le diede fu un gesto di stizza.

Erano partiti dalla torre di volo di Ethernia ormai da parecchie ore quando iniziarono a intravvedere i tetti della capitale e le luci che ne rischiaravano le strade.
La torre di volo qui era in periferia, sulla strada principale che portava alla città. Ci volle una mezzora buona di cammino prima di arrivare.
Esmerad: la capitale di Limeraw. Era immensa. Sorgeva nel mezzo della Foresta. Gli edifici erano tutti di pietra ormai, alti e grigi. Si confondevano tra loro nella leggera nebbiolina prodotta dalle lavorazioni meccaniche del quartiere industriale. Ma la città vecchia, così la chiamavano, era ancora costruita in legno, con molti più alberi… anche se ormai era quasi del tutto abbandonata. Non ci viveva più nessuno lì. Almeno non ufficialmente.
Attraversarono le vie lastricate fino alle sponde del fiume Crysal.
«Mette un po’ di malinconia guardare Esmerad ora»
«Sono passati secoli da quando siamo stati qui la prima volta Ally… non poteva essere ancora tutto come allora»
«No, è vero… ma il Grande Albero ormai non è più neanche un edificio… è solo un albero»
«Qui nessuno ricorda più ciò che è stato allora, credono siano tutte leggende. Il Re Dormiente, la Regina d’Argento…»
«Sì, vero»
Poi lo guardò un istante incuriosita.
«Dove stiamo andando?»
«Speravo di trovare una locanda nella città vecchia»
«E’ un quartiere malfamato adesso… lo sai vero?»
«Sì, ma mi sento nostalgico»
Ally annuì. Dopotutto si sentiva nostalgica anche lei.

Le strade si erano fatte via via più sporche, gli edifici più fatiscenti. I cavi della corrente elettrica rubata alle vie principali pendevano da un edificio all’altro in modo allarmante. Ma continuavano ad esserci molte persone in giro. Dopotutto era quasi ora di cena.
C’erano mendicanti, ubriachi… cacciatori di taglie e tipi decisamente poco raccomandabili. Umani, mezzelfi e nani, decisamente pochi gnomi e praticamente nessun elfo. Passarono un carretto di spiedini di carne e un gruppo di guardie fuori servizio che gettava i propri soldi a un tavolino dei dadi.
Si fermarono davanti a un’insegna di legno inciso che diceva “Locanda L’Ultima Notte”.
La porta era di legno scheggiato con inserti di vetro colorato. Dall’interno proveniva un rumoroso vociare e delle risate.
Krinner entrò per primo tallonato da Ally.


[...continua...]


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