domenica 21 agosto 2016

Awakening - Parte 16

[...]

Il lungo bancone di legno era alla destra della porta, un oste di mezza età, dai lunghi baffi grigi e dalla testa glabra era intento a pulire dei boccali di vetro. Alcune cameriere con le camicette talmente scollate da lasciar vedere tutto servivano ai tavoli con enormi vassoi di metallo sporco.
Le luci erano calde ma leggermente intermittenti. L’elettricità qui, non arrivando per vie legali, non era affidabile.
Sul fondo della sala una scala conduceva al piano di sopra. Un uomo stava salendo tenendo a braccetto una prostituta. Non era una supposizione, era più che palese.
Gli avventori erano per la maggior parte ubriachi. Nell’angolo in fondo un gruppo di uomini che sembravano degli evasi, e probabilmente lo erano. Mentre al bancone un uomo che poteva essere un cacciatore di taglie così come un semplice avventuriero affogava i suoi problemi nella birra.
«Ah, mi sembra di essere tornata ai vecchi tempi!»
Fu il commento entusiasta e fuori luogo di Ally che fece scoppiare a ridere Krinner.
Si avvicinarono al banco.
«Benvenuti»
L’oste li aveva evidentemente notati subito.
«Buonasera, vorremmo un pasto e una stanza per la notte»
«Quindici monete in anticipo»
Krinner annuì ed Ally posò sul tavolo le monete giuste.
L’uomo sembrò quasi ignorarli ma voltando la testa di lato urlò prendendo le monete.
«Anna! Prepara la stanza dieci! E servi i signori  al tavolo quattro»
Che di fatto era l’unico tavolo libero.

Il cibo non era male, e il servizio era veramente… scadente. Proprio come ai vecchi tempi.
Ovviamente dopo una certa ora la locanda si trasformò in una specie di bisca clandestina con tanto di affitto delle stanze a ore per chi voleva intrattenersi diversamente.
E a quanto pareva gli affari andavano piuttosto bene.
Il vociare era talmente alto che dovevano parlarsi quasi nell’orecchio per riuscire a sentirsi oppure gridare da un lato all’altro del tavolo.
«Dobbiamo trovare qualcuno che conosca bene la foresta, e non la parte dove vanno tutti. Ci serve qualcuno che vada nel cuore della foresta, verso sud est, dove la gente normale ha paura di andare»
«Dobbiamo trovare dei contrabbandieri o dei bracconieri... o fuggitivi»
«Beh la locanda giusta dove cercare ce l’abbiamo no?»
Krinner annuì.
«Ma non sarà facile farci raccontare dei luoghi dove non vogliono che altri mettano piede»
«No… ma un’idea su come iniziare ce l’ho»
Poi Ally lo guardò con una strana luce negli occhi.
«Vado a giocare a carte»
«Ally… non vorrai scatenare una rissa vero?»
«Ma no… Se si ubriacano e giocano, magari qualche informazione potrebbe scappargli no? …e poi anche se scoppiasse una rissa ci sei tu. Ricordo che te la cavi piuttosto bene»
E senza aspettare una risposta si alzò andando verso un gruppo di uomini seduti al tavolo più grande della sala.
Erano in cinque più un moderatore. Li osservò alcuni minuti. Krinner sapeva che li stava studiando. Ally era un genio del gioco d’azzardo… o del baro se proprio vogliamo.
Quando finirono la partita, prima che ne iniziassero un’altra Ally si intromise.
«Vorrei giocare»
«Ehi tesoro, sei sicura che non hai sbagliato lato della Locanda?»
Scoppiarono tutti a ridere per alcuni secondi, finché non notarono Krinner dietro di lei.
«Oh ma dai Krinner… me la so cavare da sola! Mi rovini il divertimento così»
Lui sospirò e tornò a sedersi.
Ma gli altri le avevano fatto spazio al tavolo intanto.
Prima che iniziassero si unì un’altra donna. Sembrava una veterana, di bell’aspetto… e piuttosto rispettata a quanto pareva.
La osservò con attenzione. Sulla trentina, alta, muscolatura agile. Ben armata. Al corsetto portava una bussola e dalla tasca le usciva l’angolo di una mappa. Le scarpe erano leggermente infangate. Una serie di altri dettagli lasciava intuire che il suo “lavoro” doveva avere a che fare con la foresta. Ma soprattutto notò che lo sguardo della donna si era soffermato un po’ troppo su Krinner.
Sul volto di Ally si disegnò un sorriso ed il suo sguardo si fece pericolosamente divertito.


[...continua...]

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