domenica 18 settembre 2016

Awakening - Parte 20

[...]


Krinner voltò leggermente lo guardo tagliente verso di lei prima di replicare.
«Poteva essere una cosa divertente, e invece non sarà altro che una perdita di tempo per colpa tua. Avremmo potuto evitarli se fossi andata in avanscoperta per controllare la zona »
«Cosa? Sarebbe colpa mia adesso?! Non mi hai neanche detto dove volevi andare fino a due minuti fa!»
Quello che doveva essere il capo si spazientì.
«Piccioncini, smettetela con questo battibecco. Dateci quello che avete rubato alla Signora e vi lasceremo vivere»
Lo sguardo di Krinner si fece incredulo.
«Ma siete seri?» ed allargò le braccia come ad indicare le proprie armi.
L’uomo lo ignorò completamente continuando come se non lo avesse sentito.
«Beh… la ragazza almeno, sarà divertente»
Krinner puntò lo sguardo gelido su di lui.
«Puoi ripetere?» la sua voce era bassa e atona.
Ad Ally si gelò il sangue nelle vene di colpo. Krinner era pericoloso, veramente pericoloso quando era arrabbiato… e quella voce significava solo che non era arrabbiato, ma incazzato nero.
«Sentite ragazzi, lasciate perdere. Noi abbiamo da fare e voi volete restare vivi no?»
Cercò di dissuaderli, ma l’unica risposta che ottenne fu che quello dietro di lei le si avvicinò fino a puntarle la pistola alla nuca.
Ci fu un rapido scambio di sguardi. Sapevano esattamente cosa fare.
L’unico problema era che Krinner non vedeva l’ora di sfogare un po’ della propria rabbia in qualcosa di più costruttivo di un inutile litigio verbale.
Accadde in una manciata di secondi.
Ally estrasse da chissà dove un pugnale e lo piantò nel ventre dell’uomo che la teneva sotto tiro. Con una capriola si spostò di lato mentre cadeva a terra esanime e lanciò la lama dritta nella gola dell’altro uomo che era lì accanto.
Quello che era il capo del gruppo iniziò a sparare su Krinner che però si era già spostato. Gli arrivò sotto con una spallata facendogli perdere l’equilibrio e ne approfittò per dargli una gomitata alla gola, lo disarmò con facilità. Usò la pistola per sparare all’ultimo uomo rimasto in piedi. Un colpo secco proprio in mezzo agli occhi.
Poi, smontando la pistola tornò a voltarsi verso il capo che stava vomitando e cercando di respirare allo stesso tempo. Lasciò cadere i pezzi di metallo e gli diede una ginocchiata in faccia prima di avventarsi su di lui a mani nude.
Iniziò a colpirlo con tutta la forza che aveva. Continuò a colpirlo ancora e ancora. Gli facevano male le mani ma non sentiva il dolore. Non sentiva più niente. Voleva solo colpire, continuare a colpire senza fermarsi finché ne aveva forza. Non vedeva più niente, solo il rosso del sangue… di chiunque fosse.
Poi qualcosa gli saltò addosso da dietro. Sentì delle braccia stringergli il collo fin quasi a soffocarlo.
Si divincolò scaraventando l’assalitore lontano, ad un paio di metri da lui.
Questi rotolò al suolo rialzandosi immediatamente. Qualcosa non andava…
Gli stava parlando, ma non capiva cosa gli stesse dicendo.
Avanzò verso di lei estraendo la spada.
Gliela puntò contro, ma l’altra non si mosse.
Stava ancora parlando… e qualcosa iniziò a penetrargli nella mente, come il vento del mattino che disperde la nebbia.
«Krinner, sono Ally… Krinner per gli Dei ritorna in te!»
Si bloccò di colpo.
Ally era accucciata a terra, come un gatto in procinto di saltare e lo fissava con gli occhi sbarrati. Aveva il fiato corto e delle goccioline di sudore le rigavano le tempie.
«Ally…»
Lo guardò sollevata. Sembrò riprendere fiato lentamente mentre si rialzava ancora guardinga.
«Dobbiamo andare via di qui subito»
Lui la guardò un attimo senza capire, poi seguì il suo sguardo.
Dietro di loro giacevano i cadaveri dei loro assalitori. Tre erano state morti pulite, ma uno… aveva il volto completamente massacrato, non ne era rimasto altro che una poltiglia sanguinolenta.
Si guardò le mani, erano ricoperte di sangue così come metà dei suoi abiti.
«Krinner sbrigati, dobbiamo andarcene subito da qui»
Lui annuì in silenzio e la seguì, ovunque stesse andando.


[...continua...]


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