domenica 25 settembre 2016

Awakening - Parte 21

[...]


Alla fine lo portò proprio nella Sala degli Affreschi.
Aveva trovato una via d’accesso se così si poteva definire. Dubitava che qualcuno ci fosse mai passato.
Immobile al centro della sala, guardava ciò che restava degli antichi dipinti e della storia della nascita di quel mondo.
Niente.
Non ne restava niente se non qualche macchia di colore e qualche lettera scrostata qua e là.
Sperava di ritrovare un po’ della sacralità dei tempi antichi ed invece i rampicanti e l’albero stesso avevano divorato tutto nei secoli.
Sedette a terra.
«Spogliati»
Sollevò la testa di scatto verso Allyson.
«Cosa?»
«Spogliati. Non puoi andare in giro vestito così»
Lui annuì silente ed iniziò a togliersi le armi di dosso.
Alla fine Ally se n’era andata, a trovare un posto dove lavare via il sangue aveva detto e lui era rimasto lì, con gli abiti di riserva, a fissare il nulla.
Non sapeva cosa gli fosse preso. O meglio, lo sapeva benissimo, ma non aveva alcuna intenzione di ammetterlo.
Non poteva accettare di aver perso il controllo.
Inumidì un panno con l’acqua della borraccia e iniziò a pulire il sangue dalle mani. Gli dolevano terribilmente, era anche suo quel sangue. Le nocche erano completamente sbucciate.
Aspirò l’aria tra i denti quando dovette estrarre la scheggia di un osso.
Alla fine si curò le ferite, anche se era certo di non meritarlo.

Ally ritornò piuttosto in fretta. Gli abiti fradici in una sacca.
«Adesso che sei presentabile è meglio se andiamo. Il traghetto partirà tra poco e che gli Dei non vogliano che lo perdiamo»
Krinner prese al volo la sacca che gli lanciò.
Non parlarono più dell’accaduto.

Era notte fonda quando, una settimana dopo, guardavano il fiume dal ponte del traghetto.
Il rumore del motore era quasi alienante la notte, copriva ogni cosa permeando l’aria con le sue vibrazioni costanti. Si distingueva appena il suono delle onde che si spezzavano.
L’acqua era uno specchio blu scuro dove si riflettevano le stelle come cristalli e qua e là le luci del ponte. Le rive erano ricoperte di vegetazione.
«Sicuro che dobbiamo saltare adesso?»
«Certo che sono sicuro»
Ribattè lui mettendo via la mmap.
Ally scavalcò il parapetto raggiungendolo, l’adrenalina a mille.
Saltando di notte nessuno li avrebbe visti e poi nessuno avrebbe notato la loro assenza, i biglietti venivano controllati solamente all’imbarco.
Krinner le fece un cenno e saltarono.
Il corpo dritto come un’asse, con i piedi ruppero la superficie dell’acqua senza quasi fare rumore. Non di certo uno che potesse sovrastare quello del traghetto.
L’acqua era gelida.
Ci volevano diversi minuti di nuoto per raggiungere la riva, erano distanti e la corrente era forte. Dopo un po’ Krinner si voltò indietro per cercare Ally con lo sguardo. Era in difficoltà.
Allyson era agilissima, ma Krinner era molto più forte di lei, e per nuotare lì servivano forza e resistenza.
Ritornò indietro.
«Aggrappati a me»
Ally non rispose, ma gli cinse il collo con le braccia. Poi Krinner riprese a nuotare verso la riva.
Quando uscirono dall’acqua si lasciarono cadere sulla riva esausti.
«Grazie» riuscì a dire Ally mentre cercava di riprendere una certa regolarità nel respiro.
Krinner come tutta risposta le lanciò un sorriso divertito.
Dopo un paio di minuti si rialzò osservando i dintorni.
«Credo sia meglio se troviamo un riparo al più presto. Non mi piace qui, siamo troppo esposti e abbiamo bisogno di riposo e di un fuoco. Assolutamente un fuoco»
Allyson annuì alzandosi a sua volta.


[...continua...]

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