mercoledì 5 ottobre 2016

Awakening - Parte 22

[...]


Trovarono una rientranza del terreno sotto le radici di un paio di alberi. Potevano fare di meglio, ma in quel momento era tutto ciò che erano riusciti a trovare.
Ally accese il fuoco, mentre Krinner si occupò della legna e di migliorare un po’ il loro riparo.
Sembrava l’accampamento di un gruppo di rifugiati. Avevano messo tutto ad asciugare accanto al fuoco praticamente svuotando gli zaini e spogliandosi.
La notte lì era indescrivibile proprio come la ricordava. Gli alberi erano per lo più quelle che sembravano betulle ultra secolari dalle fronde folte ed intrecciate le une alle altre, rendevano il sottobosco estremamente scuro, ma lasciavano sempre intravvedere le stelle del cielo. C’era un costante leggero sussurro, come un leggero alito di vento che faceva quasi risuonare le foglie più piccole come fossero campanelli o bisbigli di un’altra lingua. Splendida e terrificante.
Dormirono a turno. Come ai vecchi tempi…

La mattina dopo, quando Krinner si alzò dal giaciglio dovette sciogliere un po’ i muscoli del collo.
«Sei troppo vecchio per queste cose?»
Lo canzonò Ally.
«Taci»
Lei scoppiò a ridere.
Si incamminarono presto, un’ora dopo l’alba del loro accampamento di fortuna non restava alcuna traccia.

Anche di giorno la foresta sembrava incantata, le foglie scintillavano al sole e la brezza leggera continuava a soffiare i suoi sussurri.
Camminarono per giorni, fermandosi per il pranzo e per la notte.
Erano in viaggio, dal fiume ovviamente, da ormai due settimane. Man mano che si spingevano più a sud est l’atmosfera si faceva via via più pesante e la fauna pericolosa.

Si fermarono per il pranzo sotto una grande quercia, o almeno questo sembrava. Gli alberi qui erano leggermente diversi rispetto a quelli del loro mondo. Non ci avevano mai fatto l’occhio.
I pasti pronti erano ormai finiti, quindi mentre Ally preparava il fuoco, Krinner andò a caccia.
Di solito a pranzo cacciava anche per la cena, luce e profumo di cibo erano meno pericolosi di giorno.
Tornò con una lepre selvatica che si adoperò a scuoiare e cucinare. Ally non era mai stata molto portata né per la caccia né per la cucina. Soprattutto la cucina.
Lei impiegava il tempo lucidando lo stocco e rimirandone gli zaffiri incastonati.
«Ma ti ricordi quando siamo arrivati?»
Krinner la guardò un istante replicando prima di girare la carne sul fuoco.
«Intendi due settimane fa o l’altra volta?»
«L’altra volta»
«Difficile dimenticarlo»
«Ci hai mai riflettuto? E’ ironico che qui nessuno ricordi nulla degli Dei, mentre noi che veniamo da un altro modo non solo li ricordiamo e crediamo in loro, ma li conosciamo… portiamo armi che ci hanno donato…»
La guardò intensamente. Quello stocco donatole da Silhas, la Dea della Magia e delle Fortuna in persona, era stato forse il primo dono che Ally avesse mai ricevuto in vita sua… per non parlare del valore che aveva anche senza considerare l’aura di potere che possedeva… era ricoperta di zaffiri blu, simbolo degli occhi della Dea.
Silhas li aveva guidati al suo Sotterraneo, luogo che già all’epoca non era altro che mito ed alla fine aveva personalmente ricompensato Ally con quell’arma.
«Credo che all’epoca non avessero scelta. Dovevano palesarsi a noi se volevano salvare Uras»
Lei lo guardò in silenzio annuendo.
«Ma è anche vero che evidentemente siamo piaciuti loro parecchio… gli Dei non fanno doni per semplice riconoscenza. Loro fanno doni ai loro Prescelti Allyson»
Sollevò di colpo lo sguardo puntandolo su Krinner.
«Prescelti?»
«Non l’hai mai capito? Le divinità non donano armi a mortali qualsiasi, le donano a mortali speciali ai loro occhi e cos’altro sono questi se non i loro Prescelti? …non è che hanno una serie infinita di armi magiche da donare. Esiste un solo stocco di Silhas e una sola spada bastarda di Kyra»
Lui questo l’aveva capito da molto tempo, forse perché era un chierico anche nel suo mondo… forse perché semplicemente più saggio o più “anziano” di Ally... ma era la prima volta che ne parlava apertamente.
«Ma l’essere Prescelti dagli Dei è una cosa pericolosa. Gli Dei sono saggi e potenti ma altrettanto capricciosi e spesso annoiati»
«Credi che prima o poi vorranno qualcosa da noi?»
«Finché eravamo in un altro mondo o finché dormono ovviamente no… ma noi non siamo più in un altro mondo e ci servono ben svegli»
La guardò ancora un istante prima di continuare «Stiamo per smuovere acque molto pericolose»


[...continua...]


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