sabato 15 ottobre 2016

Awakening - Parte 23

[...]


Quella notte dormì sonni agitati. Continuava a sognare del Lumenor che parò loro dell’antica profezia che li aveva riguardati.
Poi qualcosa di fresco gli si posò sulle labbra.
Di colpo lucido come gli avessero gettato dell’acqua gelida addosso aprì gli occhi cercando con la mano l’elsa della spada che teneva a fianco.
Ally gli stava accucciata di fianco, gli aveva posato una mano sulla bocca per non farlo parlare.
«Shh Krinner, sono Ally» sussurrò appena.
La guardò tranquillizzandosi di poco mentre si alzava in piedi già sistemandosi addosso armi e armatura. Gli ci vollero diversi minuti, il tempo necessario per ascoltare Allyson.
«Ho sentito dei rumori verso sud, portati dal vento sicuramente. Così sono andata a dare un’occhiata»
Lui annuì mentre si agganciava il cinturone.
«C’è un accampamento di bracconieri o contrabbandieri, non lo so di preciso, ma sono parecchi»
Infilò la spada nel fodero agganciandolo sulla schiena.
«Non mi sembrano tipi molto raccomandabili»
«Quanti sono?» sussurrò a sua volta.
«Parecchi, ne ho contati undici, ma non credo siano tutti. Il campo è permanente, per cui immagino che abbiamo sicuramente degli esploratori nei dintorni»
«Mi stupisce che non ci abbiano localizzati prima loro»
«Non siamo noi ad essere sottovento. Credo sia solo per questo»
Lui annuì agganciando la balestra mentre Ally cancellava le tracce del loro passaggio.
«Dobbiamo spostarci lontano da qui il prima possibile. Non mi va di scoprire se sono veramente ostili. Preferisco restare nell’ignoranza»
Lei annuì facendo strada verso est.

Per fortuna quella notte le lune erano particolare luminose, tanto da permettere di aggirarsi nel sottobosco senza una lanterna o altra fonte di luce.
Dopo una quindicina di minuti un rumore nel sottobosco li fece arrestare di colpo.
Si guardarono un istante.
Mentre Krinner estraeva silenziosamente la spada, Ally si muoveva furtiva nell’oscurità.
C’era un ricognitore a sei o sette metri da loro. Era bravo, non lo avevano sentito finché non ci avevano praticamente quasi sbattuto contro.
Era troppo vicino per essere evitato e la visibilità era comunque troppo scarsa per usare la balestra. Serviva un colpo rapido e preciso che non provocasse alcun rumore.
Krinner doveva attirarlo su di sé, al resto ci avrebbe pensato Allyson.
Si avvicinò silenziosamente ancora di qualche passo, poi emerse dal sottobosco con la spada in mano ed un sorriso beffardo.
Nell’istante in cui l’altro sollevò la pistola puntandola su Krinner, due lame scintillarono dietro di lui e gli tagliarono la gola da parte a parte.
Krinner scattò in avanti sorreggendo il cadavere per evitare che cadesse a terra producendo un rumore sordo. Lo accompagnò lentamente al suolo.
Fece cenno ad Ally di proseguire, ma in quel momento sentirono dei passi.
Si mossero rapidamente, Ally stava sempre qualche metro avanti a Krinner per controllare i dintorni, mentre lui di tanto in tanto buttava l’occhio dietro di loro per accertarsi di non essere seguiti.
Poi il rumore di un ramo che si spezza.
Krinner si immobilizzò, era stato il piede di Ally a spezzare quel ramo.
«Dannazione»
La sentì inveire contro sé stessa, ma sentì anche qualcos’altro.
«Non un fiato»
La raggiunse poggiandosi alla sua schiena.
Qualcuno li stava per raggiungere e non si stava preoccupando di farlo silenziosamente.
«Credo siano almeno sei uomini»
Fece Ally, lo sguardo concentrato.
«Sicuramente di più e temo anche ben addestrati»
La fissò alcuni istanti, intensamente.
«Devi scappare»
«Cosa?»
«Non possiamo batterli e non possiamo sfuggire loro»
«E quindi?»
«Quindi tu fuggi e io li tengo impegnati in modo che non riescano ad inseguirti»
Le fece cenno di aspettare prima che iniziasse a lamentarsi di quel piano.
«Tornerai domani notte a prendermi»
«Sei fuori di testa, chi ti assicura che non ti uccideranno?»
Mentre parlava le mise in mano la mmap ed estrasse le pistole.
«Nessuno, ma se controllano un campo permanente in questa foresta, vorranno sapere chi sono e quindi non mi uccideranno, non subito almeno»
«A me sembra un piano di merda Krinner»
La guardò divertito.
«Sarà, ma al momento è il migliore che abbiamo»
«Perché è l’unico…»
Ma non ebbe il tempo di continuare la frase che Krinner la spintonò dietro un albero mentre mirava alla sua sinistra iniziando a fare fuoco con la pistola.
«Torna a prendermi»
Le sussurrò prima di fare alcuni passi avanti, verso gli uomini che iniziavano a vedersi.
Ally non potè fare altro che obbedire.
Si nascose dentro alcuni cespugli incapace di distogliere lo sguardo.

Krinner avanzava lentamente svuotando l’intero caricatore prima di rifugiarsi dietro un albero.
Il silenzio della notte era scosso dai colpi della sua pistola e dal rumore di stivali che correvano nel sottobosco. Un uomo gridava ordini, mentre altri imprecavano o respiravano rumorosamente rispondendo infine al fuoco.
Quando si sporse per guardare nella loro direzione, un proiettile gli sfiorò la guancia graffiandola. Riusciva a sentire il rivolo di sangue colargli lungo il mento.
Altri colpirono il tronco o la terra lì accanto.
Ricaricò la pistola e riprese a fare fuoco. Non puntava sulla precisione, c’era troppa poca visibilità nella notte, ma doveva bloccarli tutti su di sé o Ally non sarebbe riuscita a fuggire.
Il suo era un piano azzardato, non era certo si potesse veramente definire un piano, ma di una cosa era certo: se Ally fosse rimasta l’unica cosa che sarebbe cambiata era che avrebbero catturato entrambi limitando ancor di più le loro possibilità di fuga. Così almeno Ally avrebbe avuto libertà d’azione.
Doveva solo sperare di non farsi ammazzare.


[...continuerà]


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