martedì 14 marzo 2017

Grazie

A volte la più grande dimostrazione di forza è accettare la propria sconfitta.

Questa frase riassume molte cose avvenute in questi mesi e molti stati d'animo che alla fine hanno portato  alla decisione di non proseguire con questa avventura.

Ringrazio con tutto il cuore tutti quelli che hanno letto queste poche pagine e che magari ci si sono anche appassionati, ma a volte bisogna lasciare.

Anni fa, da qualche parte, ho letto una frase che diceva pressapoco "quando stai per arrenderti, ricorda perché hai tenuto duro fino adesso".
(La frase originale era molto più bella, ma il senso è questo)
Purtroppo a volte si giunge a un punto in cui quei motivi non bastano più o sono diventati troppo deboli per sorreggere il peso di ciò che stai continuando a fare.

Quindi, a quei pochi che hanno continuato a buttare un occhio da queste parti nonostante il silenzio... magari un giorno le nostre strade si incroceranno ancora.

E se ve lo foste chiesto, la storia di Krinner, Ally e Domiral so benissimo come va a finire.

sabato 15 ottobre 2016

Pausa temporanea ;)

Ben ritrovati a tutti!
Ho appena pubblicato quella che per ora è l'ultima parte della storia di Krinner ed Ally. "Per ora" perché la loro storia è appena iniziata, ma resteranno in pausa per un po'.
Purtroppo non ho moltissimo tempo in questo periodo, ma cercherò ugualmente di non abbandonarvi del tutto ;)

A presto!

Awakening - Parte 23

[...]


Quella notte dormì sonni agitati. Continuava a sognare del Lumenor che parò loro dell’antica profezia che li aveva riguardati.
Poi qualcosa di fresco gli si posò sulle labbra.
Di colpo lucido come gli avessero gettato dell’acqua gelida addosso aprì gli occhi cercando con la mano l’elsa della spada che teneva a fianco.
Ally gli stava accucciata di fianco, gli aveva posato una mano sulla bocca per non farlo parlare.
«Shh Krinner, sono Ally» sussurrò appena.
La guardò tranquillizzandosi di poco mentre si alzava in piedi già sistemandosi addosso armi e armatura. Gli ci vollero diversi minuti, il tempo necessario per ascoltare Allyson.
«Ho sentito dei rumori verso sud, portati dal vento sicuramente. Così sono andata a dare un’occhiata»
Lui annuì mentre si agganciava il cinturone.
«C’è un accampamento di bracconieri o contrabbandieri, non lo so di preciso, ma sono parecchi»
Infilò la spada nel fodero agganciandolo sulla schiena.
«Non mi sembrano tipi molto raccomandabili»
«Quanti sono?» sussurrò a sua volta.
«Parecchi, ne ho contati undici, ma non credo siano tutti. Il campo è permanente, per cui immagino che abbiamo sicuramente degli esploratori nei dintorni»
«Mi stupisce che non ci abbiano localizzati prima loro»
«Non siamo noi ad essere sottovento. Credo sia solo per questo»
Lui annuì agganciando la balestra mentre Ally cancellava le tracce del loro passaggio.
«Dobbiamo spostarci lontano da qui il prima possibile. Non mi va di scoprire se sono veramente ostili. Preferisco restare nell’ignoranza»
Lei annuì facendo strada verso est.

Per fortuna quella notte le lune erano particolare luminose, tanto da permettere di aggirarsi nel sottobosco senza una lanterna o altra fonte di luce.
Dopo una quindicina di minuti un rumore nel sottobosco li fece arrestare di colpo.
Si guardarono un istante.
Mentre Krinner estraeva silenziosamente la spada, Ally si muoveva furtiva nell’oscurità.
C’era un ricognitore a sei o sette metri da loro. Era bravo, non lo avevano sentito finché non ci avevano praticamente quasi sbattuto contro.
Era troppo vicino per essere evitato e la visibilità era comunque troppo scarsa per usare la balestra. Serviva un colpo rapido e preciso che non provocasse alcun rumore.
Krinner doveva attirarlo su di sé, al resto ci avrebbe pensato Allyson.
Si avvicinò silenziosamente ancora di qualche passo, poi emerse dal sottobosco con la spada in mano ed un sorriso beffardo.
Nell’istante in cui l’altro sollevò la pistola puntandola su Krinner, due lame scintillarono dietro di lui e gli tagliarono la gola da parte a parte.
Krinner scattò in avanti sorreggendo il cadavere per evitare che cadesse a terra producendo un rumore sordo. Lo accompagnò lentamente al suolo.
Fece cenno ad Ally di proseguire, ma in quel momento sentirono dei passi.
Si mossero rapidamente, Ally stava sempre qualche metro avanti a Krinner per controllare i dintorni, mentre lui di tanto in tanto buttava l’occhio dietro di loro per accertarsi di non essere seguiti.
Poi il rumore di un ramo che si spezza.
Krinner si immobilizzò, era stato il piede di Ally a spezzare quel ramo.
«Dannazione»
La sentì inveire contro sé stessa, ma sentì anche qualcos’altro.
«Non un fiato»
La raggiunse poggiandosi alla sua schiena.
Qualcuno li stava per raggiungere e non si stava preoccupando di farlo silenziosamente.
«Credo siano almeno sei uomini»
Fece Ally, lo sguardo concentrato.
«Sicuramente di più e temo anche ben addestrati»
La fissò alcuni istanti, intensamente.
«Devi scappare»
«Cosa?»
«Non possiamo batterli e non possiamo sfuggire loro»
«E quindi?»
«Quindi tu fuggi e io li tengo impegnati in modo che non riescano ad inseguirti»
Le fece cenno di aspettare prima che iniziasse a lamentarsi di quel piano.
«Tornerai domani notte a prendermi»
«Sei fuori di testa, chi ti assicura che non ti uccideranno?»
Mentre parlava le mise in mano la mmap ed estrasse le pistole.
«Nessuno, ma se controllano un campo permanente in questa foresta, vorranno sapere chi sono e quindi non mi uccideranno, non subito almeno»
«A me sembra un piano di merda Krinner»
La guardò divertito.
«Sarà, ma al momento è il migliore che abbiamo»
«Perché è l’unico…»
Ma non ebbe il tempo di continuare la frase che Krinner la spintonò dietro un albero mentre mirava alla sua sinistra iniziando a fare fuoco con la pistola.
«Torna a prendermi»
Le sussurrò prima di fare alcuni passi avanti, verso gli uomini che iniziavano a vedersi.
Ally non potè fare altro che obbedire.
Si nascose dentro alcuni cespugli incapace di distogliere lo sguardo.

Krinner avanzava lentamente svuotando l’intero caricatore prima di rifugiarsi dietro un albero.
Il silenzio della notte era scosso dai colpi della sua pistola e dal rumore di stivali che correvano nel sottobosco. Un uomo gridava ordini, mentre altri imprecavano o respiravano rumorosamente rispondendo infine al fuoco.
Quando si sporse per guardare nella loro direzione, un proiettile gli sfiorò la guancia graffiandola. Riusciva a sentire il rivolo di sangue colargli lungo il mento.
Altri colpirono il tronco o la terra lì accanto.
Ricaricò la pistola e riprese a fare fuoco. Non puntava sulla precisione, c’era troppa poca visibilità nella notte, ma doveva bloccarli tutti su di sé o Ally non sarebbe riuscita a fuggire.
Il suo era un piano azzardato, non era certo si potesse veramente definire un piano, ma di una cosa era certo: se Ally fosse rimasta l’unica cosa che sarebbe cambiata era che avrebbero catturato entrambi limitando ancor di più le loro possibilità di fuga. Così almeno Ally avrebbe avuto libertà d’azione.
Doveva solo sperare di non farsi ammazzare.


[...continuerà]


mercoledì 5 ottobre 2016

Awakening - Parte 22

[...]


Trovarono una rientranza del terreno sotto le radici di un paio di alberi. Potevano fare di meglio, ma in quel momento era tutto ciò che erano riusciti a trovare.
Ally accese il fuoco, mentre Krinner si occupò della legna e di migliorare un po’ il loro riparo.
Sembrava l’accampamento di un gruppo di rifugiati. Avevano messo tutto ad asciugare accanto al fuoco praticamente svuotando gli zaini e spogliandosi.
La notte lì era indescrivibile proprio come la ricordava. Gli alberi erano per lo più quelle che sembravano betulle ultra secolari dalle fronde folte ed intrecciate le une alle altre, rendevano il sottobosco estremamente scuro, ma lasciavano sempre intravvedere le stelle del cielo. C’era un costante leggero sussurro, come un leggero alito di vento che faceva quasi risuonare le foglie più piccole come fossero campanelli o bisbigli di un’altra lingua. Splendida e terrificante.
Dormirono a turno. Come ai vecchi tempi…

La mattina dopo, quando Krinner si alzò dal giaciglio dovette sciogliere un po’ i muscoli del collo.
«Sei troppo vecchio per queste cose?»
Lo canzonò Ally.
«Taci»
Lei scoppiò a ridere.
Si incamminarono presto, un’ora dopo l’alba del loro accampamento di fortuna non restava alcuna traccia.

Anche di giorno la foresta sembrava incantata, le foglie scintillavano al sole e la brezza leggera continuava a soffiare i suoi sussurri.
Camminarono per giorni, fermandosi per il pranzo e per la notte.
Erano in viaggio, dal fiume ovviamente, da ormai due settimane. Man mano che si spingevano più a sud est l’atmosfera si faceva via via più pesante e la fauna pericolosa.

Si fermarono per il pranzo sotto una grande quercia, o almeno questo sembrava. Gli alberi qui erano leggermente diversi rispetto a quelli del loro mondo. Non ci avevano mai fatto l’occhio.
I pasti pronti erano ormai finiti, quindi mentre Ally preparava il fuoco, Krinner andò a caccia.
Di solito a pranzo cacciava anche per la cena, luce e profumo di cibo erano meno pericolosi di giorno.
Tornò con una lepre selvatica che si adoperò a scuoiare e cucinare. Ally non era mai stata molto portata né per la caccia né per la cucina. Soprattutto la cucina.
Lei impiegava il tempo lucidando lo stocco e rimirandone gli zaffiri incastonati.
«Ma ti ricordi quando siamo arrivati?»
Krinner la guardò un istante replicando prima di girare la carne sul fuoco.
«Intendi due settimane fa o l’altra volta?»
«L’altra volta»
«Difficile dimenticarlo»
«Ci hai mai riflettuto? E’ ironico che qui nessuno ricordi nulla degli Dei, mentre noi che veniamo da un altro modo non solo li ricordiamo e crediamo in loro, ma li conosciamo… portiamo armi che ci hanno donato…»
La guardò intensamente. Quello stocco donatole da Silhas, la Dea della Magia e delle Fortuna in persona, era stato forse il primo dono che Ally avesse mai ricevuto in vita sua… per non parlare del valore che aveva anche senza considerare l’aura di potere che possedeva… era ricoperta di zaffiri blu, simbolo degli occhi della Dea.
Silhas li aveva guidati al suo Sotterraneo, luogo che già all’epoca non era altro che mito ed alla fine aveva personalmente ricompensato Ally con quell’arma.
«Credo che all’epoca non avessero scelta. Dovevano palesarsi a noi se volevano salvare Uras»
Lei lo guardò in silenzio annuendo.
«Ma è anche vero che evidentemente siamo piaciuti loro parecchio… gli Dei non fanno doni per semplice riconoscenza. Loro fanno doni ai loro Prescelti Allyson»
Sollevò di colpo lo sguardo puntandolo su Krinner.
«Prescelti?»
«Non l’hai mai capito? Le divinità non donano armi a mortali qualsiasi, le donano a mortali speciali ai loro occhi e cos’altro sono questi se non i loro Prescelti? …non è che hanno una serie infinita di armi magiche da donare. Esiste un solo stocco di Silhas e una sola spada bastarda di Kyra»
Lui questo l’aveva capito da molto tempo, forse perché era un chierico anche nel suo mondo… forse perché semplicemente più saggio o più “anziano” di Ally... ma era la prima volta che ne parlava apertamente.
«Ma l’essere Prescelti dagli Dei è una cosa pericolosa. Gli Dei sono saggi e potenti ma altrettanto capricciosi e spesso annoiati»
«Credi che prima o poi vorranno qualcosa da noi?»
«Finché eravamo in un altro mondo o finché dormono ovviamente no… ma noi non siamo più in un altro mondo e ci servono ben svegli»
La guardò ancora un istante prima di continuare «Stiamo per smuovere acque molto pericolose»


[...continua...]


domenica 25 settembre 2016

Awakening - Parte 21

[...]


Alla fine lo portò proprio nella Sala degli Affreschi.
Aveva trovato una via d’accesso se così si poteva definire. Dubitava che qualcuno ci fosse mai passato.
Immobile al centro della sala, guardava ciò che restava degli antichi dipinti e della storia della nascita di quel mondo.
Niente.
Non ne restava niente se non qualche macchia di colore e qualche lettera scrostata qua e là.
Sperava di ritrovare un po’ della sacralità dei tempi antichi ed invece i rampicanti e l’albero stesso avevano divorato tutto nei secoli.
Sedette a terra.
«Spogliati»
Sollevò la testa di scatto verso Allyson.
«Cosa?»
«Spogliati. Non puoi andare in giro vestito così»
Lui annuì silente ed iniziò a togliersi le armi di dosso.
Alla fine Ally se n’era andata, a trovare un posto dove lavare via il sangue aveva detto e lui era rimasto lì, con gli abiti di riserva, a fissare il nulla.
Non sapeva cosa gli fosse preso. O meglio, lo sapeva benissimo, ma non aveva alcuna intenzione di ammetterlo.
Non poteva accettare di aver perso il controllo.
Inumidì un panno con l’acqua della borraccia e iniziò a pulire il sangue dalle mani. Gli dolevano terribilmente, era anche suo quel sangue. Le nocche erano completamente sbucciate.
Aspirò l’aria tra i denti quando dovette estrarre la scheggia di un osso.
Alla fine si curò le ferite, anche se era certo di non meritarlo.

Ally ritornò piuttosto in fretta. Gli abiti fradici in una sacca.
«Adesso che sei presentabile è meglio se andiamo. Il traghetto partirà tra poco e che gli Dei non vogliano che lo perdiamo»
Krinner prese al volo la sacca che gli lanciò.
Non parlarono più dell’accaduto.

Era notte fonda quando, una settimana dopo, guardavano il fiume dal ponte del traghetto.
Il rumore del motore era quasi alienante la notte, copriva ogni cosa permeando l’aria con le sue vibrazioni costanti. Si distingueva appena il suono delle onde che si spezzavano.
L’acqua era uno specchio blu scuro dove si riflettevano le stelle come cristalli e qua e là le luci del ponte. Le rive erano ricoperte di vegetazione.
«Sicuro che dobbiamo saltare adesso?»
«Certo che sono sicuro»
Ribattè lui mettendo via la mmap.
Ally scavalcò il parapetto raggiungendolo, l’adrenalina a mille.
Saltando di notte nessuno li avrebbe visti e poi nessuno avrebbe notato la loro assenza, i biglietti venivano controllati solamente all’imbarco.
Krinner le fece un cenno e saltarono.
Il corpo dritto come un’asse, con i piedi ruppero la superficie dell’acqua senza quasi fare rumore. Non di certo uno che potesse sovrastare quello del traghetto.
L’acqua era gelida.
Ci volevano diversi minuti di nuoto per raggiungere la riva, erano distanti e la corrente era forte. Dopo un po’ Krinner si voltò indietro per cercare Ally con lo sguardo. Era in difficoltà.
Allyson era agilissima, ma Krinner era molto più forte di lei, e per nuotare lì servivano forza e resistenza.
Ritornò indietro.
«Aggrappati a me»
Ally non rispose, ma gli cinse il collo con le braccia. Poi Krinner riprese a nuotare verso la riva.
Quando uscirono dall’acqua si lasciarono cadere sulla riva esausti.
«Grazie» riuscì a dire Ally mentre cercava di riprendere una certa regolarità nel respiro.
Krinner come tutta risposta le lanciò un sorriso divertito.
Dopo un paio di minuti si rialzò osservando i dintorni.
«Credo sia meglio se troviamo un riparo al più presto. Non mi piace qui, siamo troppo esposti e abbiamo bisogno di riposo e di un fuoco. Assolutamente un fuoco»
Allyson annuì alzandosi a sua volta.


[...continua...]

domenica 18 settembre 2016

Awakening - Parte 20

[...]


Krinner voltò leggermente lo guardo tagliente verso di lei prima di replicare.
«Poteva essere una cosa divertente, e invece non sarà altro che una perdita di tempo per colpa tua. Avremmo potuto evitarli se fossi andata in avanscoperta per controllare la zona »
«Cosa? Sarebbe colpa mia adesso?! Non mi hai neanche detto dove volevi andare fino a due minuti fa!»
Quello che doveva essere il capo si spazientì.
«Piccioncini, smettetela con questo battibecco. Dateci quello che avete rubato alla Signora e vi lasceremo vivere»
Lo sguardo di Krinner si fece incredulo.
«Ma siete seri?» ed allargò le braccia come ad indicare le proprie armi.
L’uomo lo ignorò completamente continuando come se non lo avesse sentito.
«Beh… la ragazza almeno, sarà divertente»
Krinner puntò lo sguardo gelido su di lui.
«Puoi ripetere?» la sua voce era bassa e atona.
Ad Ally si gelò il sangue nelle vene di colpo. Krinner era pericoloso, veramente pericoloso quando era arrabbiato… e quella voce significava solo che non era arrabbiato, ma incazzato nero.
«Sentite ragazzi, lasciate perdere. Noi abbiamo da fare e voi volete restare vivi no?»
Cercò di dissuaderli, ma l’unica risposta che ottenne fu che quello dietro di lei le si avvicinò fino a puntarle la pistola alla nuca.
Ci fu un rapido scambio di sguardi. Sapevano esattamente cosa fare.
L’unico problema era che Krinner non vedeva l’ora di sfogare un po’ della propria rabbia in qualcosa di più costruttivo di un inutile litigio verbale.
Accadde in una manciata di secondi.
Ally estrasse da chissà dove un pugnale e lo piantò nel ventre dell’uomo che la teneva sotto tiro. Con una capriola si spostò di lato mentre cadeva a terra esanime e lanciò la lama dritta nella gola dell’altro uomo che era lì accanto.
Quello che era il capo del gruppo iniziò a sparare su Krinner che però si era già spostato. Gli arrivò sotto con una spallata facendogli perdere l’equilibrio e ne approfittò per dargli una gomitata alla gola, lo disarmò con facilità. Usò la pistola per sparare all’ultimo uomo rimasto in piedi. Un colpo secco proprio in mezzo agli occhi.
Poi, smontando la pistola tornò a voltarsi verso il capo che stava vomitando e cercando di respirare allo stesso tempo. Lasciò cadere i pezzi di metallo e gli diede una ginocchiata in faccia prima di avventarsi su di lui a mani nude.
Iniziò a colpirlo con tutta la forza che aveva. Continuò a colpirlo ancora e ancora. Gli facevano male le mani ma non sentiva il dolore. Non sentiva più niente. Voleva solo colpire, continuare a colpire senza fermarsi finché ne aveva forza. Non vedeva più niente, solo il rosso del sangue… di chiunque fosse.
Poi qualcosa gli saltò addosso da dietro. Sentì delle braccia stringergli il collo fin quasi a soffocarlo.
Si divincolò scaraventando l’assalitore lontano, ad un paio di metri da lui.
Questi rotolò al suolo rialzandosi immediatamente. Qualcosa non andava…
Gli stava parlando, ma non capiva cosa gli stesse dicendo.
Avanzò verso di lei estraendo la spada.
Gliela puntò contro, ma l’altra non si mosse.
Stava ancora parlando… e qualcosa iniziò a penetrargli nella mente, come il vento del mattino che disperde la nebbia.
«Krinner, sono Ally… Krinner per gli Dei ritorna in te!»
Si bloccò di colpo.
Ally era accucciata a terra, come un gatto in procinto di saltare e lo fissava con gli occhi sbarrati. Aveva il fiato corto e delle goccioline di sudore le rigavano le tempie.
«Ally…»
Lo guardò sollevata. Sembrò riprendere fiato lentamente mentre si rialzava ancora guardinga.
«Dobbiamo andare via di qui subito»
Lui la guardò un attimo senza capire, poi seguì il suo sguardo.
Dietro di loro giacevano i cadaveri dei loro assalitori. Tre erano state morti pulite, ma uno… aveva il volto completamente massacrato, non ne era rimasto altro che una poltiglia sanguinolenta.
Si guardò le mani, erano ricoperte di sangue così come metà dei suoi abiti.
«Krinner sbrigati, dobbiamo andarcene subito da qui»
Lui annuì in silenzio e la seguì, ovunque stesse andando.


[...continua...]


domenica 11 settembre 2016

Awakening - Parte 19

[...]


La mattina dopo fecero colazione in silenzio.
Krinner non sembrava affatto riposato, ed il suo umore non aveva tratto alcun giovamento dalle poche ore di sonno.
Finito il pasto Krinner parve prendere un lungo respiro, poi poggiò sul tavolo la mmap.
Fece scorrere il rotolo della mappa fino alla zona subito a est di Esmerad girando la rotella laterale mentre guardava oltre la lente di ingrandimento che ricopriva il lato superiore della scatola.
«La zona che vogliamo raggiungere si trova qui»
Ally annuì in silenzio lasciando che fosse lui a guidare la conversazione, ma nel frattempo aveva già messo lo zaino svuotato sul tavolo.
Krinner piegò la mmap di lato mentre girava la manovella estraibile per azionare la lampadina all’interno e proiettare il fascio di luce all’interno dello zaino.
Entrambi si incurvarono per vedere meglio all’interno dove nella penombra si poteva distinguere la mappa della foresta proiettata sul tessuto.
«E’ quasi ai confini con la Foresta della Notte, l’unica zona che neanche i bracconieri smaniano di raggiungere»
La guardò alcuni istanti prima di proseguire.
«Ovviamente sarà una lunga camminata»
Lei annuì.
«Ma possiamo ridurre di qualche settimana se prendiamo il battello a vapore per Liconia. Ma siccome non fa scali intermedi… dovremo saltare più o meno in questo punto»
Indicò la mappa dopo aver girato di nuovo la rotella.
«Vuoi dire che dovremo saltare giù dal battello? Nel Crysal?»
«Sì»
Rispose conciso.
«Fantastico!»
Ally adorava le avventure… avventurose… e Krinner non potè che trattenere a stento un sorriso divertito.
«Il battello parte tra un’ora. Ho già chiesto all’oste di prepararci  del cibo per il viaggio»
Detto questo si alzò sollevando lo zaino da terra.
«Krinner»
Lo fermò Ally prima di incamminarsi verso l’uscita a sua volta.
«Queste cose che hai rubato…»
Lui alzò leggermente le spalle interrompendo a metà la sua frase.
«Anch’io ho imparato qualcosa in tutti questi anni assieme»
«Ah, beh… non è questo il punto»
Il tono era un misto tra il divertito e l’orgoglioso di lui, proprio come il suo sguardo.
«Ma lo sai che ci verrà a cercare vero?»
Krinner annuì con un leggero cenno divertito che preoccupò Ally non poco.

Dopo quindici minuti di cammino erano quasi arrivati.
Non al molo ovviamente.
«Krinner… il molo non è da questa parte»
«No. Andiamo alla Sala degli Affreschi»
«Hai visto com’è il Grande Albero… credi si riesca ancora ad entrare?»
«Troverai un modo»
E continuarono a camminare il silenzio. Krinner non era comunque proprio di buon umore.
Krinner voleva ritornare in quella sala. Era la cosa più vicina ad un santuario che probabilmente esisteva ancora su tutta Uras. Sentiva il bisogno di ammantarsi ancora una volta della sua aura di sacralità.
Quando svoltarono l’angolo, quattro uomini bloccarono loro la strada chiudendoli da entrambi i lati.
Erano il peggiore degli stereotipi del rapinatore.
Faccia sporca di qualche grasso maleodorante, occhi infossati, muscoli nascosti sotto abiti grezzi ma pratici per le fughe veloci, lunghi coltelli alla cintura e pistola in mano. E quel sorriso viscido che lasciava intravvedere qualche dente mancante.
Ally sospirò rumorosamente.
«Cos’è uno scherzo? ...ha mandato un branco di accattoni per riprendersi la mmap»


[...continua...]