sabato 15 ottobre 2016

Pausa temporanea ;)

Ben ritrovati a tutti!
Ho appena pubblicato quella che per ora è l'ultima parte della storia di Krinner ed Ally. "Per ora" perché la loro storia è appena iniziata, ma resteranno in pausa per un po'.
Purtroppo non ho moltissimo tempo in questo periodo, ma cercherò ugualmente di non abbandonarvi del tutto ;)

A presto!

Awakening - Parte 23

[...]


Quella notte dormì sonni agitati. Continuava a sognare del Lumenor che parò loro dell’antica profezia che li aveva riguardati.
Poi qualcosa di fresco gli si posò sulle labbra.
Di colpo lucido come gli avessero gettato dell’acqua gelida addosso aprì gli occhi cercando con la mano l’elsa della spada che teneva a fianco.
Ally gli stava accucciata di fianco, gli aveva posato una mano sulla bocca per non farlo parlare.
«Shh Krinner, sono Ally» sussurrò appena.
La guardò tranquillizzandosi di poco mentre si alzava in piedi già sistemandosi addosso armi e armatura. Gli ci vollero diversi minuti, il tempo necessario per ascoltare Allyson.
«Ho sentito dei rumori verso sud, portati dal vento sicuramente. Così sono andata a dare un’occhiata»
Lui annuì mentre si agganciava il cinturone.
«C’è un accampamento di bracconieri o contrabbandieri, non lo so di preciso, ma sono parecchi»
Infilò la spada nel fodero agganciandolo sulla schiena.
«Non mi sembrano tipi molto raccomandabili»
«Quanti sono?» sussurrò a sua volta.
«Parecchi, ne ho contati undici, ma non credo siano tutti. Il campo è permanente, per cui immagino che abbiamo sicuramente degli esploratori nei dintorni»
«Mi stupisce che non ci abbiano localizzati prima loro»
«Non siamo noi ad essere sottovento. Credo sia solo per questo»
Lui annuì agganciando la balestra mentre Ally cancellava le tracce del loro passaggio.
«Dobbiamo spostarci lontano da qui il prima possibile. Non mi va di scoprire se sono veramente ostili. Preferisco restare nell’ignoranza»
Lei annuì facendo strada verso est.

Per fortuna quella notte le lune erano particolare luminose, tanto da permettere di aggirarsi nel sottobosco senza una lanterna o altra fonte di luce.
Dopo una quindicina di minuti un rumore nel sottobosco li fece arrestare di colpo.
Si guardarono un istante.
Mentre Krinner estraeva silenziosamente la spada, Ally si muoveva furtiva nell’oscurità.
C’era un ricognitore a sei o sette metri da loro. Era bravo, non lo avevano sentito finché non ci avevano praticamente quasi sbattuto contro.
Era troppo vicino per essere evitato e la visibilità era comunque troppo scarsa per usare la balestra. Serviva un colpo rapido e preciso che non provocasse alcun rumore.
Krinner doveva attirarlo su di sé, al resto ci avrebbe pensato Allyson.
Si avvicinò silenziosamente ancora di qualche passo, poi emerse dal sottobosco con la spada in mano ed un sorriso beffardo.
Nell’istante in cui l’altro sollevò la pistola puntandola su Krinner, due lame scintillarono dietro di lui e gli tagliarono la gola da parte a parte.
Krinner scattò in avanti sorreggendo il cadavere per evitare che cadesse a terra producendo un rumore sordo. Lo accompagnò lentamente al suolo.
Fece cenno ad Ally di proseguire, ma in quel momento sentirono dei passi.
Si mossero rapidamente, Ally stava sempre qualche metro avanti a Krinner per controllare i dintorni, mentre lui di tanto in tanto buttava l’occhio dietro di loro per accertarsi di non essere seguiti.
Poi il rumore di un ramo che si spezza.
Krinner si immobilizzò, era stato il piede di Ally a spezzare quel ramo.
«Dannazione»
La sentì inveire contro sé stessa, ma sentì anche qualcos’altro.
«Non un fiato»
La raggiunse poggiandosi alla sua schiena.
Qualcuno li stava per raggiungere e non si stava preoccupando di farlo silenziosamente.
«Credo siano almeno sei uomini»
Fece Ally, lo sguardo concentrato.
«Sicuramente di più e temo anche ben addestrati»
La fissò alcuni istanti, intensamente.
«Devi scappare»
«Cosa?»
«Non possiamo batterli e non possiamo sfuggire loro»
«E quindi?»
«Quindi tu fuggi e io li tengo impegnati in modo che non riescano ad inseguirti»
Le fece cenno di aspettare prima che iniziasse a lamentarsi di quel piano.
«Tornerai domani notte a prendermi»
«Sei fuori di testa, chi ti assicura che non ti uccideranno?»
Mentre parlava le mise in mano la mmap ed estrasse le pistole.
«Nessuno, ma se controllano un campo permanente in questa foresta, vorranno sapere chi sono e quindi non mi uccideranno, non subito almeno»
«A me sembra un piano di merda Krinner»
La guardò divertito.
«Sarà, ma al momento è il migliore che abbiamo»
«Perché è l’unico…»
Ma non ebbe il tempo di continuare la frase che Krinner la spintonò dietro un albero mentre mirava alla sua sinistra iniziando a fare fuoco con la pistola.
«Torna a prendermi»
Le sussurrò prima di fare alcuni passi avanti, verso gli uomini che iniziavano a vedersi.
Ally non potè fare altro che obbedire.
Si nascose dentro alcuni cespugli incapace di distogliere lo sguardo.

Krinner avanzava lentamente svuotando l’intero caricatore prima di rifugiarsi dietro un albero.
Il silenzio della notte era scosso dai colpi della sua pistola e dal rumore di stivali che correvano nel sottobosco. Un uomo gridava ordini, mentre altri imprecavano o respiravano rumorosamente rispondendo infine al fuoco.
Quando si sporse per guardare nella loro direzione, un proiettile gli sfiorò la guancia graffiandola. Riusciva a sentire il rivolo di sangue colargli lungo il mento.
Altri colpirono il tronco o la terra lì accanto.
Ricaricò la pistola e riprese a fare fuoco. Non puntava sulla precisione, c’era troppa poca visibilità nella notte, ma doveva bloccarli tutti su di sé o Ally non sarebbe riuscita a fuggire.
Il suo era un piano azzardato, non era certo si potesse veramente definire un piano, ma di una cosa era certo: se Ally fosse rimasta l’unica cosa che sarebbe cambiata era che avrebbero catturato entrambi limitando ancor di più le loro possibilità di fuga. Così almeno Ally avrebbe avuto libertà d’azione.
Doveva solo sperare di non farsi ammazzare.


[...continuerà]


mercoledì 5 ottobre 2016

Awakening - Parte 22

[...]


Trovarono una rientranza del terreno sotto le radici di un paio di alberi. Potevano fare di meglio, ma in quel momento era tutto ciò che erano riusciti a trovare.
Ally accese il fuoco, mentre Krinner si occupò della legna e di migliorare un po’ il loro riparo.
Sembrava l’accampamento di un gruppo di rifugiati. Avevano messo tutto ad asciugare accanto al fuoco praticamente svuotando gli zaini e spogliandosi.
La notte lì era indescrivibile proprio come la ricordava. Gli alberi erano per lo più quelle che sembravano betulle ultra secolari dalle fronde folte ed intrecciate le une alle altre, rendevano il sottobosco estremamente scuro, ma lasciavano sempre intravvedere le stelle del cielo. C’era un costante leggero sussurro, come un leggero alito di vento che faceva quasi risuonare le foglie più piccole come fossero campanelli o bisbigli di un’altra lingua. Splendida e terrificante.
Dormirono a turno. Come ai vecchi tempi…

La mattina dopo, quando Krinner si alzò dal giaciglio dovette sciogliere un po’ i muscoli del collo.
«Sei troppo vecchio per queste cose?»
Lo canzonò Ally.
«Taci»
Lei scoppiò a ridere.
Si incamminarono presto, un’ora dopo l’alba del loro accampamento di fortuna non restava alcuna traccia.

Anche di giorno la foresta sembrava incantata, le foglie scintillavano al sole e la brezza leggera continuava a soffiare i suoi sussurri.
Camminarono per giorni, fermandosi per il pranzo e per la notte.
Erano in viaggio, dal fiume ovviamente, da ormai due settimane. Man mano che si spingevano più a sud est l’atmosfera si faceva via via più pesante e la fauna pericolosa.

Si fermarono per il pranzo sotto una grande quercia, o almeno questo sembrava. Gli alberi qui erano leggermente diversi rispetto a quelli del loro mondo. Non ci avevano mai fatto l’occhio.
I pasti pronti erano ormai finiti, quindi mentre Ally preparava il fuoco, Krinner andò a caccia.
Di solito a pranzo cacciava anche per la cena, luce e profumo di cibo erano meno pericolosi di giorno.
Tornò con una lepre selvatica che si adoperò a scuoiare e cucinare. Ally non era mai stata molto portata né per la caccia né per la cucina. Soprattutto la cucina.
Lei impiegava il tempo lucidando lo stocco e rimirandone gli zaffiri incastonati.
«Ma ti ricordi quando siamo arrivati?»
Krinner la guardò un istante replicando prima di girare la carne sul fuoco.
«Intendi due settimane fa o l’altra volta?»
«L’altra volta»
«Difficile dimenticarlo»
«Ci hai mai riflettuto? E’ ironico che qui nessuno ricordi nulla degli Dei, mentre noi che veniamo da un altro modo non solo li ricordiamo e crediamo in loro, ma li conosciamo… portiamo armi che ci hanno donato…»
La guardò intensamente. Quello stocco donatole da Silhas, la Dea della Magia e delle Fortuna in persona, era stato forse il primo dono che Ally avesse mai ricevuto in vita sua… per non parlare del valore che aveva anche senza considerare l’aura di potere che possedeva… era ricoperta di zaffiri blu, simbolo degli occhi della Dea.
Silhas li aveva guidati al suo Sotterraneo, luogo che già all’epoca non era altro che mito ed alla fine aveva personalmente ricompensato Ally con quell’arma.
«Credo che all’epoca non avessero scelta. Dovevano palesarsi a noi se volevano salvare Uras»
Lei lo guardò in silenzio annuendo.
«Ma è anche vero che evidentemente siamo piaciuti loro parecchio… gli Dei non fanno doni per semplice riconoscenza. Loro fanno doni ai loro Prescelti Allyson»
Sollevò di colpo lo sguardo puntandolo su Krinner.
«Prescelti?»
«Non l’hai mai capito? Le divinità non donano armi a mortali qualsiasi, le donano a mortali speciali ai loro occhi e cos’altro sono questi se non i loro Prescelti? …non è che hanno una serie infinita di armi magiche da donare. Esiste un solo stocco di Silhas e una sola spada bastarda di Kyra»
Lui questo l’aveva capito da molto tempo, forse perché era un chierico anche nel suo mondo… forse perché semplicemente più saggio o più “anziano” di Ally... ma era la prima volta che ne parlava apertamente.
«Ma l’essere Prescelti dagli Dei è una cosa pericolosa. Gli Dei sono saggi e potenti ma altrettanto capricciosi e spesso annoiati»
«Credi che prima o poi vorranno qualcosa da noi?»
«Finché eravamo in un altro mondo o finché dormono ovviamente no… ma noi non siamo più in un altro mondo e ci servono ben svegli»
La guardò ancora un istante prima di continuare «Stiamo per smuovere acque molto pericolose»


[...continua...]